Torvaianica - Guida Turistica

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 La villa romana di Torvaianica è stata scoperta per caso (in via Siviglia) durante i lavori per la costruzione di una rete fognaria all'inizio del 2006; dopo i primi interventi della soprintendenza dei beni archeologici del Lazio finanziati dal Comune di Pomezia e seguiti dall'archeologo dott. Filippo Avilia, che ne hanno determinato il valore storico, nell'ottobre del 2006 la stessa ha ripreso gli studi dell'area, che oggi si presenta recintata.
 Lo scavo di Torvaianica ha messo in luce l'impianto di quella che con ogni probabilità era la villa romana di una ricca famiglia senatoriale, costruita poco distante dal mare (la villa dista qualche centinaio di metri dall'attuale linea costiera) nella vicinanze dell'antica città di Lavinio, dove la tradizione vuole sia sbarcato Enea.
 Le prime ipotesi, basate sulla ricchezza dei materiali utilizzati e su alcune iscrizioni poste su due fistule plumbee, attribuiscono la villa a due senatori della gens Flavia. Gli scavi hanno portato alla luce, oltre all'impianto generale della villa, una ricca pavimentazione, fatta di marmo colorati posti in modo da formare disegni geometrici, zoccolature marmoree e alcuni frammenti di affreschi e decorazioni marmoree.
 Nell'ambito comunale e della sopraintendenza, si sta ipotizzando l'inserimento dell'area archeologica, in un più ampio ed unico contesto di valorizzazione dei beni archeologici presenti nel comune di Pomezia, che oltre alla villa, comprenda le aree archeologiche dell'heroon di Enea, delle Tredici Are e del Museo Archeologico Lavinium (direttore dott.ssa Maria Luisa Bruto).
 Tra il 24 ottobre e il 30 novembre del 2006 sono state riportate alla luce 69 tombe, con i resti di alcune persone, anche bambini, databili intorno al III secolo d.C.. Si fa l'ipotesi che la villa in epoca tardo imperiale fosse il centro di un vasto latifondo, dove lavorava un gran numero di servitù. I sepolcri ritrovati appartengono a due distinte tipologie: una, utilizzata per gli adulti, è fatta da corpi adagiati su letti di tegole, mentre l'altra, utilizzata per i bambini, è costituita da anfore olearie (provenienti per lo più dalla Tunisia), dove venivano deposti i corpi dei piccoli bambini. Accanto ai corpi, sono stati ritrovati dei chiodi, che si credeva scacciassero gli spiriti maligni, e monete.
 Torre del Vajanico. Costruita nel 1580 per volere di Gregorio XIII e della  famiglia Cesarini, sotto la direzione di Giacomo della Porta, la torre venne distrutta dai Tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
 La torre era di forma quadrata (metri 10 x 10 ) ed era alta 23 metri